La prima a Verona non si scorda mai…

Una giornata per certi versi molto strana la mia a Verona, per la Giulietta & Romeo Half Marathon, terza gara sulla distanza della mia carriera da podista.

La viglia è delle più tormentate, non corro in gare ufficiali da oltre 3 mesi, quindi tensione e pressione la fanno da padroni. A questo si aggiungono le poche ore di sonno effettive che, a causa anche della levataccia, si fermeranno a 4 misere.

Partenza poco prima delle 6, recupero Pier di RunningForum, che contribuirà a rendere meno pesante di quello che già sarà la mia giornata. L’organizzazione, sin dalla viglia, si è dimostrata di primo livello, e ne abbiamo la conferma anche arrivati sul posto: parcheggio veloce (e presidiato dalla Polizia per evitare scherzi), ritiro pettorale (con nome personalizzato!) in tempo record, palazzetto riscaldato per il cambio pregara e deposito borse rapido. Sono già le 9, il tempo di fare in extremis una foto di rito con tutti gli amici del forum (veramente tanti in questa occasione!), ed è ora del riscaldamento, che per gran parte faccio con Pier.

Abbandonato Pier, mi infilo con il mio bel pettorale celebrativo (1492!) nella seconda griglia di merito, per attendere lo start. Oltre alla stanchezza, ho già il sentore che lo stomaco non mi farà passare una gara tanto tranquilla. 3-2-1 sparo: si parte e ci si riferma un paio di volte, a causa di una partenza rivista con l’idea di farla lanciata che ha creato più confusione che il resto. Poco male, si riesce finalmente a correre, anche se il tappeto che prende il tempo è stato spostato in avanti, e manderà in tilt i calcoli del GPS per l’intera gara!

I primi 2 km li passo alla ricerca del ritmo (4’55 4’54), la gente è veramente tanta, bisogna fare attenzione a non zig-zagare, altrimenti di rischia di correre una 22 Km! Dal terzo si comincia respirare di più, sento le gambe andare molto bene e, quasi inconsciamente, mi assesto su un passo molto più veloce di quello che avrei voluto tenere alla viglia: i successivi 7 Km sono tutti sotto il 4’50, addirittura faccio un passaggio a 4’40, in concomitanza con il primo passaggio in Piazza Brà, dove il muro di gente che incita al di là delle transenne ti rende impossibile una corsa a passo lento. A conti fatti, ho più che raggiunto l’obiettivo di giornata con questo ritmo, dopo soli 9 Km, il problema è che l’ho fatto troppo presto, sprecando forze che poi mi mancheranno nel finale.

Dopo due passaggi di respiro (4’54 al 10° ed 11°), provo a pensare che forse posso tenere il passo per tutta la gara, e faccio 3 passaggi fino al 14° sul 4’50. Ed è proprio dal 15° che arriva la difficoltà: la spia della riserva di accende e mi dice chiaramente “hai voluto tirare, ora son cavoli tuoi”. Cerco di limitare i danni per 2Km e ci riesco, ma al 17° arriva l’ennesima doppia salita consecutiva, ennesima difficoltà di un percorso decisamente poco adatto per un tempo sulla mezza maratona. Da lì fino all’arrivo fatico a tenere i 5′ di passo, e devo dire che fortunatamente il nuovo passaggio in centro, con l’ingresso all’interno dell’Arena, e Pier che mi incita dall’area ristoro bello riposato, mi hanno dato la possibilità di evitare la beffa del PB mancato: 1h43m31s, circa 30 secondi in meno di Busto: soddisfazione per il nuovo primato, ma amarezza per un tempo che poteva essere almeno sotto l’1h43.

Tirando le somme, una splendida giornata, una bella organizzazione (ci siamo pure sparati i tortellini a fine gara!), una location meravigliosa (il doppio passaggio in centro e il transito in Arena valgono da soli il prezzo del biglietto) ed un nuovo PB. E sicuramente tanta, tanta esperienza in più. Peccato per il percorso, gara da consigliare per tutto, ma non per la prestazione.

Ora riposo per una settimana, e poi sotto con la preparazione per Milano: quel muro dell’1h43 lo voglio abbattere!

https://connect.garmin.com/activity/274383553

Eccomi nel gruppone, maglia bianca e verde, pettorale 1492Image

Una nuova vigilia

Quando si arriva all’ultima settimana prima di una gara, la sensazione è quella che ormai l’allenamento sia terminato. A differenza della classica “notte prima degli esami”,  il lavoro in extremis non può cambiare radicalmente l’esito del test. C’è solo da scaricare e scaricare, per arrivare a quel fatidico 100% di forma che fa più morale che differenza fisica.

Bene, io sono pronto. Gennaio è stato molto travagliato , condito dall’infortunio imprevisto al tendine, ma per fortuna sono ancora qui, in grado di raggiungere ancora il mio obiettivo fra meno di 2 giorni. 

La maledetta tendinite è arrivata proprio nel momento di massimo sforzo (anzi, forse è arrivata proprio per quello): 15 giorni di stop, ed un leggero riacuttizzarsi alla ripresa. Mi son sentito molto scoraggiato, nonostante i consigli di coach Massimo “ti farà bene un po’ di riposo”, la paura era che la forma fosse svanita. Appena ricominciatoho faticato a trovare ritmo, fiato e gambe, nemmeno fossi fermo da mesi. Ma pian piano son tornato ad essere quello di dicembre, e l’ultimo test del weekend precedente alla gara, sui 19km, mi ha detto che si, posso giocarmela e tentare il PB.

L’emozione è tanta, primo pettorale 2013,terza mezza maratona e Verona. Splendida città, e passaggio finale dentro l’Arena. Solo questo vale il prezzo del biglietto.