Maratonina di Busto Arsizio

Solitamente ho sempre mille parole per raccontare le mie gare, oggi invece non so che dire.
Ho fatto una prestazione “monstre”, al di là di qualsiasi pretattica o aspettativa rosea, non avrei mai pensato di stare sotto nemmeno all’1h37. Invece mi sono trovato ad un passo dallo star sotto all’1h35, convinto di crollare da un momento all’altro, sicuro che quel passo (4’30) non sia un passo che mi appartiene sulla mezza maratona.
Sono quasi 9 minuti in meno al tempo del 2012, dove avevo tirato come un matto fino al traguardo. E sono 3 minuti e mezzo in meno della super prestazione di Cremona, di nemmeno 3 settimane fa.

Tutto  questo perchè? Sarà stato il clima, la gara di casa, i tanti amici incontrati prima, durante e dopo la gara. Sarà stato che a -3 Km ho cominciato a pensare a mia moglie e mia figlia ad aspettarmi sul traguardo. Saranno state le uscite lunghe, soprattutto quella di 30Km, che mi hanno messo il turbo nelle gambe. Saranno state tante cose, ma io ancora fatico a crederci.

La giornata è di quelle perfette: a livello meteo non si può chiedere di meglio (facciamo i pignoli, un po’ di umidità in meno?), ci sono 9°, non piove e il vento è praticamente assente. La compagnia del pre-gara è delle migliori: l’allegra combriccola di Running Forum al completo, con Pier, Paolo, Follisal, Jakon, Foia ed Enzo. Il tutto scorre in modo piacevole, tra k-way rosa improbabili, da parte di Enzo, e un book fotografico degno di un calendario RF 2014, dato che ci immortalava qualsiasi fotografo incrociato. Ho tempo di trovare anche tante facce conosciute, di questa ormai grande famiglia dei runner: ci sono Ricky, Joanne, Alessandro e più avanti troverò anche il neopapà Andrea ed Emiliano, fino a conoscere finalmente Robi, durante il cambio post-gara.

Faccio gli onori di casa, porto il gruppo a fare riscaldamento nel centro di Busto, così da percorrere il 21° Km di gara. Andiamo in griglia, il tempo di togliere il sacco-impermeabile e si parte.

La gara è praticamente il contrario di come l’avevo pianificata: avevo deciso di stare 2 minuti e 30 sotto l’1h40, cercando magari di fare tesoretto nei primi Km, così da poter gestire la seconda parte. Dopo un paio di Km mi passano i pacers dell’1h35 e non mi viene minimamente l’idea di seguirli. Poi, una volta che ce li ho davanti, come una calamita vengo attratto da quei palloncini rossi. Li tengo a distanza, come a dire “no, non li terrò mai” e faccio opera di autoconvinzione dicendomi “vedi? si stanno già allontanando”. Invece sono ancora lì in realtà, e nella zona industriale li avvicino, approfittando di qualche curva a gomito e del giro nella pista di atletica, quando incrocio facce conosciute e giro inconsciamente in 4’20. Li ho ripresi. E sto con loro. Mi passano immagini di un anno fa, quando al 12° Km erano i pacers dell’1h45 a farmi compagnia, ora sono 10 minuti avanti come proiezione. Faccio qualche chilometro con loro a fianco, fino al 17°, sfiorando per un attimo l’idea che si possa tornare a casa con un 1.34.59, poi, direi quasi finalmente, si fanno sentire i primi cedimenti di fiato. Non crollo, tengo comunque in 4’34 4’34 4’33, ma non ho più margine per riprendere il gruppetto, che mi da circa 20″. L’ultimo chilometro è ovviamente in crescendo, e mi capita pure un episodio singolare perchè una ragazza, in debito di forze, mi si affianca e comincia a chiedere quanto manca. Allora decido che gli ultimi 1000 metri li passerò facendo il countdown per lei, anticipandole verbalmente il percorso e le curve da fare.

Siamo sul rettilineo finale, non resta che spingere, cercare la mia bimba e mia moglie che finalmente sono riuscite a venire a vedermi (visti i 1000 rinvii causa maltempo) e tagliare il traguardo in 1.35.24: un tempo che sinceramente non ho ancora metabolizzato, che mi sembra proprio di un’altro pianeta. Fioccano i complimenti come fioccano i nuovi obiettivi (tra chi mi proietta sull’1h30 e chi mi lancia a fare una Maratona), ma quello che oggi mi importa è che ho raggiunto un tempo che ho sempre ritenuto “di altri”, di gente che corre seriamente. E ora ci sono anche io. (in foto: Foia, Follisal, Pier e Paolo)

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Riguardando la mia gara, se tolgo il 4’20 del giro in pista ed il 4’22 dell’ultimo Km, ho corso tutti i chilometri tra il 4’24 e 4’35, segno che, ancora una volta, la regolarità sta diventando una delle mie migliori caratteristiche. Proprio io che pianificavo le gare in progressione con tot Km da X etc etc.

Ora il 2013 competitivo lo posso considerare concluso (era ora): mi dedico per un po’ a tapasciate e passi lenti. Ho ancora un’ultimo pettorale da onorare, che sarà anche il primo in terra straniera, l’8 Dicembre in quel di Lisbona. Ma mi sono promesso, che sarà una mezza maratona turistica, una sorta di passerella che mi voglio regalare, per celebrare questo mio anno podistico ricco di enormi soddisfazioni!

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