Parabiago Run, 1 Marzo 2015

Le 10k sono sempre merce rara nel calendario podistico, e sinceramente fatico a capirne le ragioni. Di conseguenza, bisogna cercare di fare quelle che ci sono, perché le occasioni sono poche.

Saltata la StraMagenta (quest’anno teatro del debutto di Francesca), la mia scelta era ricaduta sulla gara di Granarolo Emilia, ma poi il meteo disastroso dei giorni precedenti la gara (1m di neve e black-out elettrico di 96h) aveva stravolto i miei piani.

Ho trovato quindi la Parabiago Run, gara di recente creazione (4^ edizione), abbastanza veloce, eccezion fatta per un “breve tratto di sterrato”. Il problema principale è che si andava ad incastrare a metà tra la Mezza delle Terre Verdiane, e la successiva 21 a Pieve di Cento.

16498125808_a038d479e7_oCome ho già raccontato, a Fontanellato ho spinto parecchio, e quindi la situazione muscolare non era delle migliori, con inediti problemi ai polpacci, forse a causa della spinta continua sull’avampiede, forse perché le A2 in mezza maratona le patisco ancora un po’. In aggiunta, la notte precedente la gara di Parabiago, è tornata a farsi viva la mia cronica e simpatica asma.

16692799445_f2e6c8eba9_oCon Alex raggiungo il ritrovo, le operazioni di ritiro e cambio scorrono senza il minimo intoppo, l’organizzazione è perfetta. Riscaldamento breve con il simpaticissimo SteVa e con Pablo, che arriva in extremis dopo una notte di lavoro. Il clima è ideale: non fa freddo e non c’è vento.

Alle 9.30, come previsto, ecco lo start: cerco di partire abbastanza avanti, perché non c’è real time, anche se per me farà fede il GPS al polso. Prendo subito la ruota di Alex che, come me, punta a stare attorno ai 41’ ma mi accorgo subito dopo le prime due curve, che qualcosa non va: sono già in debito di ossigeno dopo 500 metri? L’asma è salita immediatamente, cerco di fare mente locale, do la colpa al mancato utilizzo del Ventolin mentre ho aspettato il via (operazione che solitamente mi è sufficiente ad evitare la crisi iniziale), e quindi rimedio sfilando lo spray dagli svolazzini. Mi calmo un attimo, anche perché il passo è fin troppo veloce (4.00 il primo km), e attendo con impazienza l’effetto terapeutico.

16691418171_e426e967c1_oAl terzo km usciamo dal centro abitato, vedo il famoso tratto sterrato e lo affronto per la prima volta: qualche buca iniziale, ma poi sembra abbastanza battuto, una curva a destra e poi ci si immette un rettilineo decisamente lungo. Si passa un casolare, un secondo, curva e controcurva, ma lo sterrato non finisce. Si attraversa una strada asfaltata, ma si ritorna nuovamente su terra, a tratti pure fangosa, oltre che dal fondo irregolare. Mi accorgerò una volta a casa, che quel “breve tratto” in realtà era più di 1Km.

Messa alle spalle questa prima difficoltà provo a non abbattermi e cerco di tornare al passo preventivato, e riacquisto un po’ di fiducia girando a 4.01 e 4.06 per i due km successivi. Al giro di pista di metà gara transito in 20.31, sono in perfetto ritmo sul mio obiettivo. Il problema è che sono già molto affaticato e dubito di riuscire a tenere per altrettanta strada.

p51039966-5Uscito dallo stadio mantengo un passo costante, ma vedo i miei compagni di corsa del primo giro prendere qualche metro di vantaggio. Al secondo passaggio sullo sterrato, cedo: i polpacci, che già in settimana mi avevano fatto capire di non aver recuperato la gara della domenica prima, si induriscono e a tratti mi fanno male, mentre il fondo non aiuta di certo. L’ottavo Km lo faccio in 4.18, un tracollo sensibile. Tornato sull’asfalto mi metto il cuore in pace perché l’obiettivo 41’ è ormai sfumato, cerco pian piano di ritrovare il mio ritmo e riesco a fare una progressione buona (considerata la situazione) che se non altro, mi restituisce un po’ di fiducia, così da terminare limitando parzialmente i danni in 41.36

A conti fatti, ho migliorato il personale sulla distanza di oltre un minuto (precedente 42.50). Ma ci sono tanti aspetti che mi lasciano, se non altro, un po’ di amaro in bocca. A dicembre avevo portato a termine una 8k in 4.04, con la sensazione netta di essere in grado di proseguire su quel passo per altri 2k, ma comunque di finire intorno al 41’, che era un obiettivo che sentivo veramente vicino, rinfrancato anche dalla super prestazione di 7 giorni prima.

Probabilmente è stata proprio quella gara ad influenzare negativamente la seconda parte della mia 10k di Parabiago.

6 pensieri su “Parabiago Run, 1 Marzo 2015

  1. Hai tante attenuanti per una prestazione non al livello che ti aspettavi, hai ancora potenzialità sulla distanza. Con una Domenica prima senza 21 km sull’avampiede e magari una notte senza asma siluri un minuto sicuro.
    Comunque tra poco sotto con le ripetute brevi che inizia il giro!! 🙂

    Ciao Kostia!!!

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