Busto di Sera, 22 Maggio 2015

Ieri pomeriggio non avrei certo pensato di dover scrivere un resoconto sulla prima serale 2015, una non competitiva che apre il filotto delle serali che mi aspettano nei prossimi due mesi, e che serve a tutti gli effetti da warm up per quello che arriverà in seguito.

In aggiunta, la giornata lavorativa non era stata clemente, con trasferta a Parma, condita da sveglia all’alba, 400km di auto e rientro a casa giusto in tempo per preparare la borsa e dirigersi alla gara.

Il riscaldamento è poco strutturato, la corsa dei più piccoli ha portato via più tempo del previsto, e la necessità di partire abbastanza avanti nel gruppo limita il tutto a qualche allungo prima dello start. Ho voglia di capire se posso già permettermi un passo medio sotto il 4′, per attaccare più in là un personale che sinceramente non sento di avere nelle gambe.

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Si parte a razzo, come di consuetudine in questo tipo di gara. Ma è un razzo fin troppo veloce: la prima occhiata al Garmin, dopo 300m, dice 3:35, assolutamente fuori portata. Vedo sfilare Alex ed evito (saggiamente) di accodarmi a lui. Non sento la fatica e le gambe vanno, ma sono più che convinto che un’andatura del genere può solo farmi scoppiare. Cerco di rilassarmi e mi faccio sfilare, ma il Garmin recita sempre un passo sotto il 3.40. Mi salgono dubbi sull’effettiva misurazione, comincio a pensare che la distanza sia presa dal footpod e non dai satelliti, ma al cartello del km 1 sono perfettamente allineato, passando a 3.36

Devo gestire, una partenza simile è da suicidio. Durante il secondo km mi trovo a passare Francesca Barone (che arriverà terza donna) e mi salgono altri dubbi per la testa, perché io non ho mai avuto un ritmo al suo livello. Il secondo km va in 3.49

Durante il terzo, arriva una piccola crisi respiratoria, accompagnata dai miei soliti problemi allo stomaco, che sono ancora più evidenti a questi ritmi. Complice il falsopiano, giro a 4.02, e per un attimo mi dico: “OK, la festa finisce qui”. Però mi spiace crollare e finire sopra quel 3.53 che rappresenta la mia miglior prestazione. La motivazione arriva dalla ragazza qualche metro davanti a me: gli organizzatori in bicicletta la indicano come “la prima donna”, e qui ho un altro sussulto di orgoglio. Non mi è mai capitato di stare al passo della vincitrice femminile e, per di più, le recupero metro su metro.

Durante il quarto km la affianco, corro un paio di minuti con lei, e mi accorgo che riesco a rifiatare. Passo al cartello dei 5 a 18.48, ma è palesemente posizionato in anticipo. Il Garmin suona a 19.10, 15 secondi meglio del tempo di Gallarate 2014.

Obiettivo di giornata raggiunto pienamente (e con gli interessi), prima donna ormai staccata e, incredibilmente, ancora energie per l’allungo finale di 400m: curva a destra per entrare nel parco del Tessile, e volata per mantenere la posizione (concluderò 55mo su circa 400). Tratto finale a 3.33 di media, che ritocca il passo complessivo ad un pazzesco, quanto inatteso 3.49

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Cosa aggiungere? Al terzo km ho gestito forse un po’ troppo, e la crisi in quel punto è stata probabilmente causata anche dalla partenza scellerata. Con una gara in progressione posso probabilmente fare ancora meglio. Ma la stagione delle serali è appena iniziata, posso solo migliorare!

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2 pensieri su “Busto di Sera, 22 Maggio 2015

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