3^ Strapertegà, Mariano Comense 17 Settembre 2016

A soli 6 giorni dalla Run Tune Up, e reduce da una settimana di carico (più rabbioso che ponderato) , raccolgo l’invito di Ciro a cimentarmi in una garetta presentata come “circa 10 Km” e dal percorso scorrevole.

Gli iscritti sono poco più di 150, quindi ci si aspetta un livello non certo elevato dei concorrenti e si intravede all’orizzonte la possibilità di fare una gara di vertice. Le premesse sono tutte confermate al via: io, Ciro e Stefano ci piazziamo in prima fila e riusciamo a guidare il gruppo per i primi 200 metri, quando Stefano ci saluta. Io attendo che qualcuno mi sfili dai lati, senza però vedere arrivare nessuno. In pochi minuti il gruppo si sgrana e restiamo in testa solamente in 7 persone già al passaggio del 1° chilometro. La situazione di vertice resta invariata, nessuno allunga ulteriormente per un paio di chilometri, ma la sensazione è abbastanza chiara: almeno 3-4 persone stanno “trottando”, mentre i restanti 3 (tra cui io) siamo al limite.

Come prevedibile, dal Km 4 il gruppo inizia a spezzarsi in due: inizialmente riesco a tenere il passo di Ciro, ma arrivato al tratto di sterrato (ed in leggera pendenza sfavorevole) vado in difficoltà ed il mio passo, fino a quel momento intorno al 4′, si alza a 4.15, perdendo distanza da lui.

All’ottavo chilometro, ormai in 7^ posizione senza possibilità di giocarmi altro, arriva l’imprevisto: all’ingresso di un parco c’è una deviazione a destra, ma vedo la persona davanti a me tirare dritto. Mi giro per guardare all’interno del parco e noto Ciro che viene in senso contrario, chiedendomi qual’era la direzione corretta da prendere. Esito per qualche secondo fermandomi pure io, attendo il ricongiungimento degli altri 2 e mi dirigo verso la strada giusta, portandomi dietro gli altri due.

Quindi, inaspettatamente, a un paio di chilometri dall’arrivo il gruppetto si è ricongiunto e ci si gioca la 5^ piazza. Per qualche metro sono io a tirare gli altri due, comprensibilmente spazientiti dall’errore di percorso. Dentro di me sento di non dover arrivare davanti a loro, perchè non me lo meriterei, ma le sorprese non finiscono: prima Ciro perde il pettorale e poco dopo la stessa cosa capita all’altro podista. Mi ritrovo per un attimo da solo in 5^ posizione, mi giro più volte per attendere il ricongiungimento di Ciro (che non si concretizzerà) e mi faccio recuperare nuovamente. Mi faccio tirare per l’ultimo chilometro, con una buona progressione, così da giungere al traguardo al 6° posto, completando i 10,7Km al passo medio di 4.05

Un buon test in vista delle mezze autunnali, anche se mi rendo conto di non essere ai massimi livelli della mia forma. Le mezze autunnali saranno probabilmente da correre sulla difensiva.

Qui la traccia

Run Tune Up, 11 Settembre 2016

Una di quelle volte in cui la funzione copia-incolla potrebbe tornare molto utile.

La mia gara di Bologna, prima mezza maratona della sessione post-vacanze, è in parte similare a quella già corsa nel 2015, il che mi fa pensare che forse non sia davvero ideale gareggiare in questo periodo per il mio fisico .

Se lo scorso anno la partenza era stata scriteriata, e quindi lo scoppio al Km 12 più comprensibile, in questa occasione qualche punto oscuro in più mi resta. Il piano gara, conservativo ma allo stesso ambizioso, prevedeva un “semplice” medio di 21Km: ipotesi peggiore, un calo negli ultimi 5, ipotesi migliore, un’accelerazione finale.

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Le premesse c’erano tutte: un sacco di amici prima del via, il riscaldamento con facce conosciute, lo scambio di opinioni e la condivisione della pianificazione autunnale, le gambe fresche. Unica anomalia, ho sete già prima del via, ma non ho modo di bere dato che me ne rendo conto una volta in griglia.

La gara scorre bene, il passo oscilla tra il 4.25 e il 4.30, corro insieme a Luca (ben più veloce di me, ma al debutto in mezza) ed affronto senza grossi problemi i cambi di pendenza dei viali esterni di Bologna. Non salto i ristori e gli spugnaggi: la giornata è molto calda e divido acqua e thé con Luca, poco abituato a rifornirsi in corsa.

Al Km 12 gli indico il punto in cui mi sono arreso nel 2015, soddisfatto di come invece questa volta stia andando meglio, senza però sapere che in realtà sarei durato solo 1 chilometro in più. Si, perchè dopo 13 Km a 4.27 di passo, si spegne nuovamente la luce: perdo qualche metro da Luca che inizia a voltarsi spesso, gli faccio segno di andare e rallento. Faccio due Km a ritmo più tranquillo (4.50), ma la situazione non migliora. Dopo il ristoro del 15° Km cammino per qualche metro, non mi capitava dalla Mezza del debutto di 4 anni prima, a Parma. Mi dico che è inutile sforzarsi di provare ad andare ad un certo passo: non ho obiettivi di tempo, 13Km di allenamento medio me li sono fatti, ora serve solo arrivare in fondo senza farsi del male. Rallento ulteriormente fino al Km 19. Al ristoro del 20 cammino ancora un po’, mentre un ragazzo si accascia sotto i portici e lo staff chiama un’ambulanza. Il caldo è l’umidità sono ad alti livelli, mancano ormai meno di un chilometro e risparmio energia per il finale. Ultime 3 curve, Piazza Maggiore mi aspetta ed ho la forza per godermi almeno l’arrivo in mezzo al pubblico.

Il tempo finale è superiore a 1h41, decisamente scarso per i miei obiettivi autunnali, che probabilmente dovranno essere rivisti. Mi resta nonostante tutto un ricordo di una gara sempre bella, organizzata molto bene e che difficilmente riuscirò a tenere alla larga in futuro, nonostante tutto.

Una volta a casa, e dopo aver reintegrato con liquidi, frutta e panino con la mortadella, il mio saldo con la bilancia registra un secco -2Kg rispetto alla sveglia. Disidratazione piena, sarebbe stato impossibile arrivare fino in fondo in quelle condizioni.

Qui la traccia