Giro del Varesotto 2017

Ho ripetuto più volte, nei recenti articoli, che l’obiettivo principale di questa prima metà del 2017, fosse il Giro del Varesotto. Gli allenamenti degli ultimi mesi avevano dato indicazioni positive, con forma e risultati cronometrici sempre in crescendo. Dopo un 2016 poco esaltante sul lato della velocità (tutti i tempi registrati erano risultati più alti rispetto a quelli del 2015, migliore annata sul corto), la mia sfida personale era quella di abbassare i tempi di due 2 anni prima.

L’esordio, con la classica tappa di apertura a Besnate, è stato subito convincente: 19.17 (3.56), contro il 19.40 e il 19.28 delle edizioni precedenti. Percorso mosso, partenza fin troppo veloce (3.43 al 1°) e sensazione di avere margini di miglioramento, dato che nell’ultimo km ho fatto molta fatica, a seguito delle salite, ed ho perso alcuni secondi.

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Nella tappa successiva, a Quinzano, metto a segno un primo exploit: 20 minuti esatti su un percorso ricco di saliscendi, contro il 20.54 dell’anno precedente. Non avevo riferimento sul 2015 (corsa con Francesca), ma la sensazione è stata quella di aver fatto una prestazione oltre le aspettative.

Pecco forse di presunzione il martedì successivo, a Castelletto Ticino. Tappa ostica che forse non ho mai digerito bene, chiudo comunque in 21.11 (4.00) migliorando di 20″ il tempo migliore e di quasi un minuto rispetto all’edizione 2016. Finisco però dietro a persone che nelle prime tappe avevo tenuto a distanza.

Grazie alla sosta per la Festa della Repubblica, ho tempo per ricaricare le pile e prendere di petto il proseguo. Il 6 giugno è la volta di Somma Lombardo, dove all’ormai consueta partenza sprint (3.43) abbino una migliore gestione di gara e della salita di metà percorso, lasciando forze residue per l’impegnativo ultimo chilometro. Chiudo la tappa in 19.28 (precedente best a 19.49, 20.08 nel 2016).

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Con le salite alle spalle, la testa è libera per attaccare i due appuntamenti per velocisti. Cassano Magnago è stato un ritorno per il giro, ci avevo corso nel 2012 per la prima volta, tornandoci poi in un paio di occasioni, ogni volta però con percorso differente. Impossibile avere un riferimento ma, potendo questa volta affidarmi al GPS, cerco di giocarmela al massimo. Tengo i primi 2Km in fotocopia (3.49) per non strafare, da metà devo però andare in difesa, e riesco a registrare un ottimo tempo 19.16 (3.51) solo grazie ad un colpo di reni finale. E’ la migliore prestazione stagionale, ma anche la consapevolezza che il PB di 18.59 è ancora un po’ distante.

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Libero da questi pensieri, mi presento alla serata finale di Casorate Sempione senza pressione eccessiva. Il percorso è leggermente modificato, accorciato dai consueti 5.35Km a 5.05Km. Torno a partire forte (3.43) e gestisco in centro paese (3.49), prima di sfruttare il lungo rettilineo con pendenza a favore (3.42). Nel quarto chilometro riesco a limitare i danni sull’ultima salita (3.55), mentre negli ultimi 1000 tiro fuori tutto quello che rimane, un po’ come in occasione del PB del 2015, nella stessa gara. Ultimo km a 3.46, e crono ufficiale che dice 18.58, che tengo come tempo finale e nuovo personal best, anche se la distanza di gara era leggermente superiore ai 5.

Chiudo il circuito in 57^ posizione, 11° di categoria

Un pensiero su “Giro del Varesotto 2017

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