Mezza Maratona di San Luca, Correggio (RE) 8 Ottobre 2017

Giusto per stravolgere continuamente la preparazione autunnale, torno a sfruttare una gara nella mia regione adottiva per far girare un po’ le gambe, dopo l’iniezione di fiducia a Cento. Le gare obiettivo della stagione si avvicinano pian piano e, tra una seduta di ripetute ed un lungo, è ora di cominciare a testare la condizione seriamente.

Mezza Maratona di Correggio, la numero 33 della mia vita da podista. Percorso che non può presentare asperità (anche se ammetto di averlo visionato ben poco) e previsione di passo intorno al ritmo della corsa media, quindi sui 4.25. Dopo aver rivisto dopo tanto tempo Andrea, ed essermi riscaldato insieme a Paolo, mi dirigo in griglia.

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Messa da parte l’ipotesi di fare da pacer a Paolo, inizio la mia gara con un ritmo leggermente più veloce del previsto, a 4.20 di passo. Per un paio di volte nei primi 2km alzo l’acceleratore per gestire il ritmo, ma poi vedo che le gambe rispondono molto bene e decido di assecondarle, almeno in parte. La mia prima ora (abbondante) trascorre praticamente tutta in questo modo: passo costante, fatica sotto controllo e frequenza cardiaca molto buona e regolare. Riesco a fare i primi 16km tutti tra 4.18 e 4.23, correndo spesso senza riferimenti utili, date le scarse occasioni di correre in gruppo, nonostante la mia andatura da metronomo.

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Al Km 17, seppur non in preventivo, decido di spezzare la monotonia aumentando il passo: da qualche minuto sto recuperando posizioni, e voglio vedere se riesco a strappare un tempo inferiore a 1h31. Giro a 4.14 è tutto sembra andare per il verso giusto, ma tra il Km 18 e 19 si palesa un imprevisto di giornata totalmente inatteso: l’ennesimo tratto su ghiaia (il terzo di giornata, ma i primi due li avevo digeriti abbastanza bene) abbinato al passaggio nel parco cittadino, che presenta cambi di direzione secchi in successione, con l’aggiunta di un sottopasso ferroviario a fine parco. Il passo si alza prima a 4.22 e poi al 4.26 del 19°Km, il più lento di giornata.

Tornati sulla sede stradale, cerco di riprendere il discorso da dove l’avevo iniziato, e concluso gli ultimi 2km con un’incoraggiante progressione a 4.13 e 4.07.

Taglio il traguardo in 1.30.45, a 4.18 di passo e 146bpm medi  di frequenza cardiaca, che è il dato più interessante di giornata. Se torno indietro esattamente di 12 mesi, a Pisa avevo corso con un tempo simile, ma disputando una gara completamente diversa, partendo per cercare il sub 90′ e finendo in riserva piena.

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Inutile nascondere che una prestazione come questa dà molta fiducia per le gare di Gallarate e Busto Arsizio: non ho ancora un’idea precisa del passo da tenere, ma le idee si stanno schiarendo giorno dopo giorno

Qui la traccia

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