Azzurra Happy Run, Garbagnate Milanese 2 Settembre 2018

Sicuramente qualche anno fa non mi sarei mai sognato di correre una 10Km al 2 di settembre, ma in questo strano 2018, complice la buona prestazione alla mezza maratona al Lago d’Orta e l’inserimento della 10Km di Garbagnate nel calendario sociale, ho provato anche questa nuova situazione.

Durante le vacanze non mi sono risparmiato. Così come capitato nel 2017 durante il viaggio in Toscana e all’Isola d’Elba, quest’anno ho cercato di mantenere il mio chilometraggio settimanale, senza tralasciare i 2 lavori di qualità. Non è stato semplice dato il tour itinerante da Nord a Sud dell’Italia (e la stanchezza da turismo accumulata), ma ho comunque mantenuto fede alle promesse fatte prima della partenza.

La piacevole sorpresa di giornata è data dal clima: a discapito del periodo dell’anno ci sono poco più di 20° e non fa caldo. Complice un piccolo scarico nei giorni precedenti la gara, mi trovo alla partenza abbastanza riposato e con voglia di correre. Non ho obiettivi particolari, so che il personale non può essere alla portata, ma gli ultimi allenamenti mi davano la possibilità di poter ambire ad un tempo intorno ai 40.30.

Dopo essermi riscaldato con Andrea & Andrea ed aver rivisto piacevolmente Marco, Mattia, Anselmo e Mapina, mi porto in pista per la partenza. Subito dopo lo sparo mi ritrovo, casualmente, in un gruppo di compagni di squadra, così da uscire dalla pista in una sorta di parata capitanata dal Presidente Enea a tirare il plotone Cardatletica.

Corro da subito a sensazione, impostando un passo che non mi porti ad andare in affanno troppo presto, cercando di rimanere in scia a Claudio e Giovanni, che sono partiti decisamente carichi. Fino alla zona industriale, che mi riporta a una delle migliori sessioni di ripetute corse insieme ad Andrea, sono fin troppo veloce rispetto al previsto. I passaggi ai primi 3 cartelli chilometrici recitano infatti 3.59 3.52 3.52.
I due compagni di squadra perdono qualche metro, sto bene e decido di passare avanti per dare il cambio. Il 4° chilometro è il più complicato, perchè si passa per due volte il canale Villoresi, e ci sono diverse curve secche a 90°. Passo comunque a 4.01, prima di sfruttare la spinta del passaggio in pista a metà gara per sopperire alle altre curve previste prima di entrare al centro sportivo. Transito ai 5Km in 19.48

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Il secondo giro è quello che solitamente in una 10Km a circuito patisco particolarmente. Esco dalla pista rimanendo sul mio ritmo, ma con la sensazione di quello che aspetta da un momento all’altro l’arrivo della fatica. Non posso mantenere quel ritmo ancora per molto, il mio stato di forma attuale non me lo può permettere, e sto correndo più veloce di quanto mi ero prefissato prima del via. In aggiunta, dei miei compagni di squadra nemmeno l’ombra, mentre mi resta il piccolo rammarico di vedere Enea 20″ più avanti di me, con la voglia irrefrenabile di urlargli un “aspetta, che mi tiri verso il tempone”.

Il sesto chilometro lo faccio a 4.02, non sento però particolare fatica e do la colpa ad un cartello posizionato in modo non perfetto. Sensazione confermata al passaggio successivo, dove registro un 3.53. Il Race Screen sul Garmin mi proietta ad un fantastico 39.34, per un attimo penso pure che sarebbero solo 6 i secondi di distanza dal personale di Cardano 2017. Al Km 8 provo quindi ad allungare il passo, ma un simpatico automobilista, impaziente di superare l’incrocio, decide di partire nonostante l’alt dell’addetto, proprio davanti a me. Cerco di calcolare la traiettoria spostandomi verso il retro dell’auto per sfilarla, ma il genio decide di fermarsi in mezzo alla strada, e non posso far altro che prenderlo in pieno, così come succede al malcapitato volontario che gestiva lo stop. Mi fermo, ma perdo in realtà poco tempo  (un paio di secondi circa) per poi ripartire, ma il danno peggiore è sul ritmo. Interrompendo l’azione di corsa sento di aver perso lo slancio, mi sento più imballato e vado in difficoltà. 4.01 Al cartello del Km 8, si allontana definitivamente la possibilità di provare a fare il personale, proprio quando mi aspettano i due km più difficili della giornata.

Stringo i denti, ultimi sforzo cercando l’aiuto di qualche podista che prova il finale in progressione. Passo il cartello dell’ultimo km con un discreto vantaggio sui 40′, ma all’ingresso in pista mi rendo conto che sarà una questione di secondi. Sprinto negli ultimi 200 metri, passando in 39.58 sotto il gonfiabile dell’arrivo, con un Real Time di 39.54 (finalmente una 10km con rilevazione del tempo da tappeto a tappeto).

Risultato sicuramente oltre ogni previsione. Ho gestito bene la gara, forse grazie alla mancanza di un vero obiettivo cronometrico, ma sono soddisfatto del risultato, considerato che è praticamente solo un mese che ho ripreso a spingere in allenamento.
Ulteriore punto di conforto è il dato della frequenza cardiaca: battiti a 152, a livello di un medio, e praticamente in linea con lo sforzo di una mezza maratona.

Qui la traccia

 

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