Maratonina di Busto Arsizio, 11 Novembre 2018

Sette. Con quest’anno sono 7 le edizioni consecutive in cui prendo parte alla Maratonina di Busto Arsizio, gara che sento “di casa” in quanto, nonostante non abbia io particolari legami con la cittadina Bustocca, resta la più vicina tra tutte le mezze maratone che ho corso.

A dire il vero, dopo l’edizione del 2017, mi ero promesso di prendermi una pausa per almeno un anno, perché cominciavo a digerire poco il percorso. Poi il cambio di società, e gara che viene inserita nel campionato sociale. Impossibile dire di no e non cadere nuovamente nel richiamo della Mezza organizzata sempre in modo impeccabile dall’Atletica San Marco.

La preparazione è andata discretamente. A differenza del passato mi sono trovato molto a mio agio nelle sessioni di medio, risultando meno brillante invece nelle ripetute. Ad ogni modo, la recente Maratonina di Correggio del 14 Ottobre (chiusa in 1.27.06) mi aveva rinfrancato e fatto pensare di non essere poi così lontano dai miei tempi migliori. L’obiettivo minimo di giornata è quello di non invertire la statistica che a Busto mi vede migliorare il tempo dell’anno prima. Il target per il 2018 è l’1.27.49 fatto registrare a Novembre durante l’edizione precedente.

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Dopo un riscaldamento in compagnia dei compagni Cardatletica, ed in particolare con Romeo, mi posiziono in griglia rossa, quella dei più forti. Mi sento come un intruso lì dentro: troppa gente forte intorno a me e la sensazione di essere il classico pesce fuor d’acqua! Questa situazione anomala prosegue al via e nei primi km di gara: allo sparo sono tutti più veloci di me, e cerco di non farmi trascinare eccessivamente per non compromettere la gara. La tattica è la stessa di qualche settimana prima: partire forte, e cercare di giocare in difesa nella seconda metà del percorso. Poca attenzione al Garmin e lap chilometrici manuali ad ogni cartello.

Come accennavo, nei primi 20 minuti di gara vengo superato costantemente da persone più rapide di me: cerco sporadicamente di agganciarmi a qualche gruppo, ma ogni volta mi rendo conto che non è ancora quello con il passo giusto. Giro comunque abbastanza regolare: dopo il 3.57 del via, registro in successione fino al Km 7 passaggi tra il 4.01 ed l 4.04. Arrivati in zona industriale, prima dell’ingresso in pista, rifiato un attimo: c’è vento contrario (non me lo aspettavo) e non sono in gruppo. Cerco di coprirmi il più possibile dietro le 2-3 persone vicino a me, ma la situazione non migliora granché, anche se giro a 4.08 per 2 Km. Ci avviciniamo alla pista di atletica, un passaggio del percorso che mi piace particolarmente perché c’è la possibilità di vedere chi ti precede e chi ti segue, e spezza la vista dei capannoni desolati che accompagna la gara da ormai da 4-5Km.

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Uscito dallo stadio abbastanza galvanizzato (4.07) mi immetto nella parte di percorso che da sempre mi mette in difficoltà. La monotonia della zona industriale con i suoi viali infiniti è alle spalle, e per 3-4Km il percorso diventa più tortuoso con curve a gomito. I muscoli cominciano a presentare il conto, e l’umidità è l’alleato peggiore per la situazione. Il passo si alza pian piano, tra il 4.10 ed il 4.19. Il Garmin mi proietta pian piano verso un tempo sopra l’1.27. Dopo aver salutato diversi amici al Km 17 ci immettiamo sul Viale Stelvio, quest’anno un po’ più amico perchè teatro di qualche sessione di ripetute con il suo lungo rettilineo. Non mollo, voglio fermare l’emorragia cronometrica che mi sta pericolosamente portando vicino al tempo dell’anno precedente. Negli ultimi due chilometri mi riprendo, il passaggio finale nella zona pedonale di Busto è sempre piacevole, ed oggi è anche pieno di persone. Ultima svolta a sinistra e 300m a tutta. Chiudo così in 1.27.35 la mia fatica di giornata, confermando la tradizione, ed alzando ulteriormente l’asticella per il prossimo tentativo.

Il tempo finale rispecchia le sensazioni che avevo dopo gli allenamenti dell’ultimo periodo: la resistenza è a buon punto, infatti sono riuscito a non crollare nella seconda parte di gara, nonostante non ne avessi più. Mi manca un po’ di brillantezza. Sono vicino comunque al mio personale di Gallarate 2017, avrei tanto voluto recuperare parte del debito che l’infortunio mi ha portato via in occasione della Mezza di Berlino di Aprile, ma oggi non era il momento. La strada è però quella giusta, ci vuole una giornata di quelle dove tutti i tasselli vanno al loro posto, il compito mio è di farmi trovare pronto!

Qui la traccia

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Un pensiero su “Maratonina di Busto Arsizio, 11 Novembre 2018

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