Maratonina di Busto Arsizio, 12 Novembre 2017

La maratonina di Busto, oltre ad essere la gara di casa, ha sempre per me rappresentato un banco di prova: indipendentemente dalla condizione e dagli obiettivi, è dal 2012 che questa gara mi ha sempre visto migliorare il tempo dell’anno precedente, e anche questa volta mi presento al via con l’intenzione di confermare la striscia positiva.

Scontato dire che il recente tempo ottenuto a Gallarate, ha sicuramente cambiato le carte in tavola rispetto a quanto previsto in fase di preparazione. Busto è così per me diventata la gara su cui correre esclusivamente in attacco, senza troppi calcoli.

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Dopo un pre-gara dove ho piacevolmente rivisto, tra gli altri, Friz, Mod, Bilbo e il debuttante Armando, mi posiziono in seconda griglia. Come di consueto, parziali sul Garmin impostati con cadenza di 4km. Testa bassa, obiettivo 4.05, e si parte.

L’inizio di gara scorre via abbastanza liscio, eccezione fatta per un primo km inaspettatamente trafficato che mi costringe a qualche su e giù dai marciapiedi laterali, per evitare di perdere troppo tempo. Il passaggio al Km 4 recita 16.18, in perfetto target. Al 5° chilometro noto un lieve affaticamento muscolare ai quadricipiti e al basso addome, problema già noto che più volte mi ha accompagnato a fasi alterne nelle ultime settimane. Riesco a mettere da parte i cattivi pensieri ed affronto una delle parti più scorrevoli del percorso, chiudendo il secondo parziale con un ottimo 16.15, prima del piacevole chilometro con ingresso, giro di pista ed uscita dallo stadio. Al tappeto dei 10km transito in 40.51, saluto Serena (oggi impegnata al ristoro) e sfrutto la spinta data dagli incroci di percorso del km 11. Transito al cartello dei 12 con un confortante “lap” in 16.17.

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Arriva il tratto più complesso della Maratonina: dal 13° al 17° la strada sale in modo lieve, ma costante, accompagnata da qualche svolta secca. Se passo il cavalcavia in modo brillante, non riesco a fare altrettanto nei chilometri successivi. Il passo si alza intorno al 4.10, provo a reagire, ma resto sempre su quel passo, stabile senza variazioni. Il problema principale è che, mentre a Gallarate sapevo di avere ampio margine da giocarmi rispetto all’obiettivo (con conseguente possibilità di rifiatare nei momenti di difficoltà), oggi questa chance mi manca: ogni secondo perso è tempo che difficilmente riuscirò a recuperare, dato che sto giocando sul mio limite. Purtroppo, nonostante i miei tentativi di reagire, i quadricipiti rispondono sempre meno allo sforzo, arrivando quasi al limite dei crampi. Quello che ottengo è solo un contenimento dei danni e, anche durante il tratto in discesa che riporta da Viale Stelvio al centro città, non riesco a registrare un passo inferiore al 4.19.

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Un rapido calcolo al cartello dei 20, mi dice che posso ancora portare a casa un premio di consolazione: arriva così la spinta psicologica che, unita alla folla numerosa (quanto silenziosa) della zona pedonale al Km 21, mi aiuta a registrare un passo di 4.01 negli ultimi 1100m del percorso. Chiudo in 1.27.49 di Real Time, un tempo oltre un minuto più alto di quello che avrei sperato, ma anche la seconda prestazione di sempre sulla distanza e 78 secondi più veloci di Busto 2016.

Resta la consolazione di aver contenuto i danni, di aver più volte reagito a quella voce che mi suggeriva di continuare fino al traguardo andando a 5’/Km, a mezz’ora dalla fine. Sicuramente, se quattro mesi fa mi avessero detto che avrei fatto questo tempo a Busto, ci avrei messo comunque la firma.

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Resta da fare una considerazione personale, dopo aver corso per 6 anni di fila questa gara: il percorso è indubbiamente filante, e resta uno dei più veloci esistenti in Italia, ma probabilmente si adatta poco alle mie caratteristiche. Le prime difficoltà durante una mezza maratona le sento al km 13, e a Busto questo coincide con il tratto più complicato. A Gallarate il dislivello era decisamente più impegnativo, ma essendo a ridosso del traguardo, questo mi ha permesso di poter gestire la fatica fino al 18°, e quando è stato il momento di dare a fondo le energie, restavano solo 3km alla fine. E psicologicamente è tutta un’altra cosa. Valuterò il prossimo anno se prendere una pausa dalla gara di casa.

La stagione volge al termine, sono stati 4 mesi intensi, con tutte le settimane a 5 uscite e più di 60km. Ho raggiunto due personal best (Cardano e Gallarate) con riscontri cronometrici ottimi, e sono quindi soddisfatto e ripagato degli sforzi fatti. Ora, dopo che avrò smarcato le consuete pratiche medico-burocratiche, arriverà il momento di pianificare i prossimi obiettivi. Le aspettative e la determinazione sono ai massimi livelli.

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3 pensieri su “Maratonina di Busto Arsizio, 12 Novembre 2017

    • Come ho scritto nell’articolo, preciso che la ritengo una delle più veloci esistenti in Italia (non le ho corse tutte, ma dopo 35 maratonine, un’idea me la sono fatta). Ho semplicemente sollevato il dubbio che le mie caratteristiche non si sposino perfettamente con il tipo di percorso e la sua evoluzione. Giusto per fare un esempio analogo, trovo che (per me) sia più veloce la 10k di Cardano al Campo (che presenta 2km in salita) rispetto a quella di Parabiago (totalmente piatta, ma con lunghi tratti di sterrato). È tutto soggettivo

  1. Pingback: Cross del Campaccio, 6 Gennaio 2018 | unavitadarunner

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